Geomembrane polimeriche
Soluzioni ad alte prestazioni per rivestimenti e impermeabilizzazione
Le geomembrane polimeriche sono barriere sintetiche avanzate progettate per applicazioni di rivestimento e impermeabilizzazione, offrendo un'eccezionale durata e un coefficiente di permeabilità molto basso. Fornite in grandi fogli che vanno da 5 a 8 metri di larghezza e da 0,5 a 3 mm di spessore, queste geomembrane sono altamente versatili per l'uso in contenimento ambientale, infrastrutture e progetti industriali. Grazie alla loro ingegneria di precisione, queste geomembrane garantiscono prestazioni affidabili nel prevenire la migrazione dei fluidi e nel proteggere ambienti sensibili.
Tra i vari polimeri disponibili, il polietilene è il materiale più comunemente usato grazie alla sua superiore resistenza chimica, durata, e convenienza economica. All'interno di questa categoria, il polietilene ad alta densità (HDPE) si distingue come la scelta preferita per applicazioni impegnative, offrendo maggiore resistenza e longevità. Sfruttando l'esperienza di Maccaferri nei geosintetici, le geomembrane polimeriche offrono soluzioni sostenibili ed efficienti per le sfide moderne della costruzione.
Storie di Successo
Costruito, non solo disegnato
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BONIFICA DISCARICA PONTONE PONTONICCHIO LESINA FOGGIA
Italy
Lavori di bonifica e messa in sicurezza permanente dell’ex discarica comunale realizzata all’interno di un’area di ex cava di ghiaia denominata “Pontone – Pontonicchio” di proprietà del comune di Lesina (FG) che si estende per circa 72. 000 mq. Attualmente il sito di discarica di “Pontone – Pontonicchio” è soggetto alla nuova Procedura d’Infrazione Comunitaria 2003/2077 – Causa C-196/13. La sua presenza crea un’alterazione funzionale e paesaggistica all’interno del territorio in cui ricade, rappresentando un vincolo allo sviluppo urbanistico e territoriale di un’area funzionalmente complessa e di grande valenza strategica per la riqualificazione ambientale e territoriale della zona periferica di Lesina. Infatti, la stessa, ricade su un’area sensibile e altamente vulnerabile dal punto di vista ambientale, per cui, l’intervento di bonifica e messa in sicurezza permanente è risultato necessario per consentire la totale e definitiva risoluzione del problema ambientale, andando ad eliminare completamente la fonte di potenziale contaminazione.
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MICOROSA ENVIRONMENTAL REMEDIATION PROJECT
L'area di Micorosa, designata come Sito di Interesse Nazionale (SIN), presentava notevoli problemi ambientali a causa della presenza di una discarica di rifiuti industriali. I livelli di criticità ambientale in quest'area SIN hanno reso necessario un intervento di messa in sicurezza permanente. Il progetto, autorizzato dal Ministero dell'Ambiente italiano, mirava ad affrontare i problemi persistenti attraverso la copertura e il contenimento fisico mediante un diaframma in plastica.
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MESSA IN SICUREZZA PERMANENTE (MISP) AREA MALCONTENTA ZONA C
Italy
Gli interventi di Messa in Sicurezza Permanente prevedevano l’incapsulamento dei terreni mediante la realizzazione di diaframma plastico perimetrale e capping superficiale dell’area in oggetto. Tali interventi erano previsti nell’ambito del progetto definitivo di bonifica dell’area in esame approvato dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare con Decreto prot. 4336 QdV/M/DI/B del 24 gennaio 2008. L’area è stata acquistata nei primi anni ’60 dall’allora società Edison ed utilizzata in seguito da varie Società del gruppo Montedison presenti nel polo industriale di Porto Marghera come zona di accumulo di materiali vari, in gran parte inerti, e di residui di lavorazioni industriali di varia natura e provenienza fino al 1980 – 1981, epoca dalla quale risulta cessata qualsiasi ulteriore attività di conferimento di rifiuti e di impiego dell’area quale discarica. Per quanto riguarda i contaminanti rilevati si osserva: la presenza diffusa di composti inorganici (metalli) nella coltre del terreno di riporto; la contaminazione da organici negli strati più superficiali, rappresentata dalla presenza di organo-clorurati alifatici e aromatici, idrocarburi pesanti con numero di atomi di C > 12 e diossine/furani. In generale le contaminazioni rilevate nelle acque evidenziano uno stato di degrado sia delle acque di impregnazione nel riporto che della prima falda per la presenza diffusa di metalli e organo-clorurati.
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