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Parliamo con Francesco Lipartiti

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Dall’India al Belgio, dalla divisione Finance all’HR, una carriera tra quattro continenti. Parliamo con Francesco Lipartiti, attuale Chief Operating Officer per la regione ISEAP.

Di cosa si occupa attualmente in Maccaferri?

Attualmente, da circa un anno, ricopro il ruolo di Chief Operating Officer ISEAP, una Region ampia e diversificata che comprende India, il Sudest asiatico e l’area del Pacifico. Il mio ruolo prevede la supervisione delle operations e dell’attività marketing, la partecipazione a progetti strategici e di sviluppo della regione, contribuendo inoltre a creare sinergie tra il management regionale e tra la Corporate e la Region. Questo mio ruolo mi ha abituato al contatto diretto con le varie funzioni aziendali e a viaggiare molto permettendo una conoscenza approfondita delle dinamiche regionali, anche se la pandemia in corso ha imposto sfide non indifferenti e ha invece richiesto uno sforzo molto più concentrato sul fronte digitale.

Quando è iniziato il suo percorso?

Il mio percorso in OM è iniziato nel 2008 come Financial Controller per le filiali estere. Essendo una persona molto curiosa, ho sempre tentato di cogliere tutte le opportunità che un gruppo multinazionale offre ai propri dipendenti. Inizialmente ho avuto esperienze all’estero di breve-medio periodo, viaggiando tra Sud Africa, Nord America, Messico, Grecia, Portogallo, India e Nepal. Durante una visita di alcuni mesi in India, mi sono innamorato del paese e a circa 30 anni, nel 2009, mi sono trasferito a Nuova Delhi per gestire la divisione Finance della consociata indiana. Dopo poco più di quattro anni, nel 2014, mi è stato proposto di seguire un nuovo importante progetto di JV tra le OM ed una multinazionale belga, ed ho quindi iniziato in Belgio una nuova avventura. Tre anni dopo, nel 2017, sono nuovamente tornato ad impegnarmi nella regione Asiatica come CFO della regione APAC.

OM mi ha anche permesso di misurarmi in posizioni lavorative diverse e con responsabilità crescenti. Durante i vari cambi di sede, ho assunto diversi ruoli. In India ho ricoperto sin da subito la posizione di Chief Financial Officer, mentre sia in Belgio che in Asia ho avuto modo di occuparmi anche della gestione delle risorse umane, oltre che continuare ad essere responsabile della funzione finance. Spesso queste posizioni, come quella che ricopro oggi, non esistevano, e dovevano essere create da zero e questa è stata una grande opportunità perché mi ha spronato ad uscire dalla mia comfort zone e mi ha permesso di accrescere le mie competenze.

Ha avuto modo di viaggiare molto, ha qualche aneddoto interessante legato a differenze culturali o situazioni ambientali un po’ estreme rispetto alla sua permanenza in una particolare sede?

Ricordo ancora oggi la prima volta che sono atterrato in India nel 2008. L’India è un paese pieno di tradizioni e cultura che mi ha colpito molto sin dal primo giorno in cui sono arrivato. Tuttavia, all’inizio non era nei miei piani quello di trasferirmi e pensavo che me ne sarei andato dopo i mesi previsti ed invece, già dopo un breve periodo di permanenza, sono stato io a chiedere di rimanere. Per me l’India è stata un’esperienza fondamentale, non solo dal punto di vista professionale, ma anche per i rapporti umani che ho costruito.

Un’altra esperienza che ricordo con piacere è stata quella in Belgio. Confrontarmi nuovamente con una cultura del posto, oltre che aziendale, del tutto nuova ed il dover gestire in prima persona tutti gli aspetti di una start up, quale appunto era questa nuova JV, è stato molto sfidante. Quando sono arrivato siamo partiti veramente da zero. È stata un’esperienza a 360 gradi da cui ho imparato molto. Tre anni dopo, quando sono rientrato in Asia, ero molto soddisfatto del mio contributo al successo di questo progetto.

Quali sono le sfide future che l’attendono?

Per i prossimi anni, mi vedo sicuramente in Asia. C’è ancora molto da fare e voglio rimanere dove la mia esperienza consolidata in tanti anni all’estero e il mio know-how possano continuare a contribuire concretamente a creare valore per il Gruppo ed allo sviluppo di questa regione con un grande potenziale di crescita per il futuro.

Cosa consiglierebbe a un/a giovane ragazzo/a che inizia ora il suo percorso in Maccaferri?

Innanzitutto, è importantissimo conoscere attentamente il gruppo, la sua strategia, il modello di business e avere, quindi, una visione a 360 gradi per cogliere tutte le opportunità che un’azienda come la nostra può offrire. OM ha una grande tradizione e un bacino di conoscenza enorme, che trova piena espressione in un management esperto che può supportare i giovani nel loro percorso di crescita, fungendo da ispirazione. Non solo: la presenza internazionale del gruppo offre occasioni interessanti come la possibilità di far ruotare i dipendenti tra le varie sedi. Questo contribuisce a diffondere la cultura aziendale e a creare un grande senso di comunità.

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